martedì 6 ottobre 2015

budino di riso e castagne


Dal Mach al Budino di riso e castagne 


Vivo in un piccolo, anzi piccolissimo, paese nella provincia di Varese. 

Boschi, castagneti e laghi. 
Le castagne sono così diffuse nei nostri boschi che potrebbero essere rappresentate sulla nostra bandiera, come avviene in Canada con la foglia di acero. 



La ricetta che vi propongo - e che ho rielaborato -trae origine nel mondo contadino, il suo nome è MACH ed è una di quelle ricette che si facevano con “niente”, o meglio, con quello che si aveva in casa. In un’epoca dove non si andava a fare la spesa per procurarsi ciò che serviva per la famiglia i prodotti arrivavano dall'orto, dal bosco e dalla stalla. Mach si potrebbe tradurre con “cibo da niente” e cucinato con l’acqua invece che col prezioso latte veniva offerto anche ai maiali. 

A quei tempi le castagne sostentavano le famiglie per quasi sei mesi all'anno si potevano conservare seccandole o trasformarle in farina. Le foglie si usavano come lattiere per gli animali, il legno scaldava le case. Fino al secolo scorso fornivano anche un reddito garantito dalla vendita delle castagne all'industria dolciaria.



Tra le due guerre mondiali questo genere di coltura è stato via via abbandonato: il crescente benessere ha ridotto l'importanza alimentare ed economica della castagna. Lo spopolamento delle zone collinari e montane ha avuto come conseguenza l’abbandono dei castagneti, e più di recente la diffusione di parassiti hanno causato la moria di interi popolamenti di castagno. 

Da alcuni anni si assiste -per fortuna- ad una inversione di tendenza quanto mai opportuna considerata la valenza economica, paesaggistica, ecologica e turistica del castagneto. 

Di questo dobbiamo ringraziare la diffusione di una cultura più attenta alla conservazione del patrimonio paesaggistico e la nascita di associazioni di tutela e promozione come l’Associazione dei Castanicoltori di Brinzio, Orino e Cabiaglio che hanno contribuito alla realizzazione della mia ricetta procurandomi le ormai rarissime castagne secche. (http://www.consorziocastanicoltori.it)



Vi propongo ora le due versioni del Mach, quella antica e quella rivisitata. Premetto che ho voluto utilizzare solo prodotti del territorio: le castagne sono state raccolte nei nostri boschi, il cioccolato e il biscotto usato per la guarnizione sono prodotti tipici e famosissimi della mia zona, solo per il riso e il rum sono dovuta espatriare.

La ricetta antica: Il Mach

Il mach consiste in una minestra fatta con latte, riso e castagne, aromatizzata semplicemente con un po’ di sale e una foglia di alloro.

Bisogna ammollare le castagne secche in acqua per almeno 12 ore, poi vanno ripulite da tutte le pellicine e infine lessate in acqua salata. Quando le castagne saranno cotte vanno spezzettate con una forchetta e cotte nel latte con il riso. 


La rivisitazione: 

Il Budino di riso - Mach
   
Ingredienti per due persone:
80 gr di riso baldo
Latte circa 200 gr 
Castagne secche 40 di gr 
2 cucchiai di zucchero
Vaniglia ½ bacca
Rum un bicchierino

Per guarnire: Cioccolato fondente e un brutto ma buono
Procedimento



Dopo avere ammollato le castagne nell’acqua cuocerle in acqua e latte con la mezza bacca di vaniglia e lo zucchero e il rum. Ci vorrà circa un’ora.

Quando le castagne saranno morbide unite all’acqua di cottura anche il riso, nel caso regolate di acqua o latte. Usate un pentolino antiaderente e mescolate spesso. 
Cuocete per circa 40 minuti, il riso deve risultare ben cotto e formare con il liquido di cottura una specie di cremina.  Si gusta tiepido. 
Io l’ho guarnito con pezzettini di cioccolato fondente e briciole di brutti ma buoni. 
Più a Km0 di così non si può. 
Spero vi piaccia.



Ho condiviso questa ricetta con la Fiera del Marrone di Cuneo 2015 www.marrone.net

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